Emilz's Blog – L'uccello che girava le viti del mondo incontra L'uomo pecora all'Hotel Dolphin

Per chi non ha voluto, o saputo, cogliere l'attimo e tuffarsi nell'ingranaggio, le strade che rimangono sono tutte un pò tortuose.

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My dear London…

Mi manca comprare le banane alla mattina per fare colazione. Mi manca mangiare le banane di fronte al laghetto del St. James Park.  Mi manca lo sguardo dello scoiattolino in ogni parco della città. Mi manca bere Red Bull per macinare miglia e miglia alla ricerca di lavoro. Mi mancano le vie caotiche ma ordinate. Mi mancano gli autobus rossi. Mi manca la funzionalità della metropolitana. Mi manca il dover prendere la decisione nel poco tempo possibile. Mi manca il senso di indipendenza del viaggio. Mi manca parlare inglese tutti i giorni. Mi mancano le strade senza buche. Mi manca Londra.

Ma su, ma si’, ma dai!

Sono appena rientrato (per fortuna sono potuto andare via prima, altrimenti stramazzavo a terra). Non ho forze. La prova, nel reparto bar, e’ andata cosi’ cosi’, ho deciso di cercare altro, non e’ il reparto adatto per iniziare, a momenti non ci capivo piu’ una cippa: quattro caffe’, cappuccino, drink stranissimi, con ingredienti in inglese che non conosco. Improponibile, io gli avevo chiesto di stare in cucina a lavare i piatti ma il posto e’ gia’ occupato. Ma non demordo, avevo preventivato una possibile mia dipartita da quel posto appena ho messo piede dentro al locale. L’esperienza in queste cose ce l’ho (vedi topic sul Mc Donald’s). Da stamattina fino alle 5.30 p.m. ho trotterellato come un pazzo, ho consegnato un po’ di curriculum, mi e’ arrivata una risposta (purtroppo negativa) di una famiglia che cercava un ragazzo alla pari. Il ristorante italiano dove ho lavorato stasera si chiama: “Cotto”. A fine serata il piu’ cotto ero io. oO Oh my god!

Tanto per dirne una, stamattina sono andato a un parco vicino a Buckingam Palace, anche li’ bellissimo, con tanti animali, scoiattoli che ti trotterellano fino ai piedi cercando noccioline. Avevo deciso di mangiare un panino (tanto per cambiare) e uno scoiattolino (l’ho chiamato Semola) mi arriva fino alle scarpe, le tocca come per chiamarmi, quando improvvisamente tre donne (giapponesi) incuriosite si avvicinano per fare una foto. Io stavo mettendo il prosciutto dentro al panino, quando una giapponese pur di dare qualcosa a Semola mi si avvicina con fare strafottente per prendere un pezzo del mio pane o prosciutto e darlo allo scoiattolo, ho preso di corsa il prosciutto e me lo sono mangiato con foga, perche’ ho avuto davvero il timore che mi avrebbe fregato il pezzo di prosciutto dalle mani. E’ rimasta anche interdetta la cafona. Le altre due giapponesi guardando la scena si sono messe a ridere. Alla fine Semola non ha mangiato un pezzettino di pane che gli avevo lanciato, gli scoiattoli non amano il mio cibo.

Probabilmente, visto che sto camminando ininterrottamente per giorni, il mio ginocchio destro si sta ribellando, non so cos’ha, penso un’infiammazione, perche’ sento il dolore aumentare sempre di piu’. Stasera, mentre facevo caffe e drink per i british avrei voluto strillare: aiaaaaaaaaaa porco ***!!!! Uff che stress la vita britannica. A ogni cacata la mattina mi tocca farmi una doccia. Santi bidet.

Vabbe’ passo e chiudo che ne ho fin sopra i capelli.

Il domani e’ un giorno sempre diverso

La prova e’ stata spostata a domani, ma non ho grandi aspettative al riguardo, sto gia’ pensando a altro, il tizio (di Aversa) non mi e’ sembrato granche’, mi ha tirato fuori il discorso della gavetta per abbassare la paga, intorno alle possibili 100 sterline alla settimana contro le 150 (minimo) e le 200 che ho visto sul sito gumtree.com. Vabbe’ non sto facendo le pulci allo stipendio pero’ mi puzzicchia. Domani vediamo, dipende anche dalla mole di lavoro e dal TIPO di lavoro.

Stasera sono riuscito a mangiarmi un bel piatto di pasta (fusilli) con il pomodoro (non era proprio fresco, ma sempre meglio di quei panini infarciti di non so cosa), probabile che sia stata una delle poche concessioni di questa settimana, il piatto  e’ costato circa otto sterline. Il Piccadilly Circus mi ha riservato una piacevole sorpresa. All’interno di un edificio ho trovato una sala adibita ai videogames (ho giocato un’oretta a Lotro in alta definizione, io che sono abituato a giocare in bassa: dovevo venire a Londra!).

Con questo e’ tutto, spero di passare una notte tranquilla. Sono tre notti che non dormo! oO

Prima prova

Al mio primo passaggio a un ristorante italiano mi hanno chiesto di fare una prova di un paio di giorni (ovviamente senza compenso), questa sera, tra un paio di ore. Ho dovuto comprare pantaloni e camicia nera, mi butteranno nel reparto caffe’.  Domani vi dico. Anche questa notte non ho dormito per niente, complice la mal digestione di un paninaccio. La cosa buona e’ che mangero’ li’ al ristorante, speriamo cucinino bene. Sempre meglio dei panini. Oggi al solito parco Phil (lo scoiattilino) era in compagnia di Tom e Cassie (a dire la verita’ Phil non riesco piu’ a riconoscerlo). Vabbe’, piccolo aggiornamento completato. Stasera quando torno spero di poter aggiornare in positivo l’esperienza. Bye.

Oh my London!

Ultimo giro di giostra, Domenica saluto tutti (gran parte dei parenti insomma),  mi faccio una nottata insonne a pensare al futuro e con un’ansia addosso mi dirigo verso l’aeroporto. Il primo viaggio Roma-Milano  e’ (nella tastiera inglese l’ e accentato non lo trovo) tranquillo a parte qualche turbolenza per via del maltempo. Il secondo per Londra, e’ ancora piu’ tranquillo. La citta’ e’ bellissima, mi piace molto, l’ostello invece fa veramente schifo, appena arrivo mi schiaffano in mano le lenzuola, avevo due bagagli e uno zaino, non sapevo dove metterli. Dopo averli posizionati in quel posto li’, raggiungo la stanza, c’e’ solo il letto (in tutto sono 8, faccio conoscenza di Angela un’australiana nata in Scozia). Termosifoni a palla, la notte che verra’ Emilz morira’ dal caldo. Passo di nuovo una notte senza dormire molto, ma non importa avrei dormito fino alle nove. Penso e ripenso a una possibilita’, cercare una nuova accomodation, quel pensiero mi tranquillizza e finalmente riesco a dormire. Alle 7 di questa mattina l’allarme anti incendio inizia a suonare. Ci dicono di lasciare il locale immediatamente, ma dell’incendio non c’e’ traccia,  trattasi di un’esercitazione (se non ho capito male viene ripetuta molto spesso). Dopo quindici minuti piu’ di 700 persone (riversate per strada) risalgono nelle proprie stanze. Durante i trenta minuti successivi faccio conoscenza del bagno, un obrobrio non vivente, inutile dire altro. In tutto l’ostello ci saranno quattro lavandini, di cui due muniti di specchio, utile per radersi. Non c’e’ niente su cui poggiare gli utensili per la barba, per appendere i vestiti, insomma ho pagato per non avere niente, soltanto un letto su cui dormire. Dal prezzo mi aspettavo tutt’altro.

L’ostello e’ popolato da molti italiani, anche qualcuno che ci lavora viene dallo stivale, la notizia negativa e’ che sono TUTTI in cerca di lavoro e occupazione, ma vabbe’ non e’ che ci sono solo io al mondo. Il giro a piedi fatto oggi e’ stato bello lungo. A parte il fatto che cercare una sim card e’ un’impresa, gli inglesi non sono poi cosi’ maniaci dei cellulari, ci sono pochi negozi che vendono queste cose (almeno nelle zone dove sono stato oggi),  le case e i parchi sono molto curati, ho fatto conoscenza anche con Phil, un piccolo scoiattolo. Non ha voluto la mia mela, pero’. Ho avuto tanto timore per Phil, perche’ un piccolo cane dispettoso (a una certa) se lo voleva mangiare, ma lui e’ stato furbo, prima e’ salito sull’albero e poi si e’ tuffato alle spalle del cane per dirigersi verso l’altro castagno. Il cagnolino non si e’ neanche accorto dello spostamento. Grande Phil! Le casette inglesi sono un’amore, ma hanno le finestre di 50 anni fa! Vecchie e decrepite, boh. Ho visto i campi di calcetto, hanno le porte basse e larghe, senza falli laterali – che figata. I palazzi storici di Londra sono come ce li fanno vedere, ma dal vivo sono piu’ belli, tie’! Domani si inizia a consegnare i curriculum. Speriamo di trovarlo presto, primo perche’ voglio fuggire da questo ostello e secondo perche’ se continua cosi’ non mi rimangono nemmeno le mutande, costa tutto un boato. Per fortuna ho un supermarket come punto di riferimento, faccio una spesa media per colazione, pranzo e cena di circa 10 pound al giorno. Compresa la mela e la banana. Ho preso anche i mandarini, hanno un sapore proprio British.

Vabbe’ vi saluto, perche’ la linea internet non e’ gratis come a casa vostra.

n.b. Ho scritto proprio di getto. Quando avro’ tempo sistemero’ la grammatica. No, perche’ ci tengo, sia chiaro.

Take care!

Emilz.