Emilz's Blog – L'uccello che girava le viti del mondo incontra L'uomo pecora all'Hotel Dolphin

Per chi non ha voluto, o saputo, cogliere l'attimo e tuffarsi nell'ingranaggio, le strade che rimangono sono tutte un pò tortuose.

Tag: George R.R. Martin

A game of thrones 1×05 The Wolf and the Lion

Ok, ci risiamo, altra puntata molto buona, con una tensione e un ritmo incalzante, tutto il contrario di quella precedente. Boh, questo andamento alterno non si capisce bene. In questo episodio, finalmente ci concentriamo esclusivamente sui personaggi che ruotano intorno a Ned, con qualche eccezione, vedi Bran, Catelyn, Theon Greyjoy e il cavaliere dei fiori Ser Loras Tyrell. Quello che mi dispiace e spero se ne rendano conto è che la serie funziona maggiormente quando non si sta dietro a tutti i personaggi, come in questa puntata, difatti Jon e Daenerys non vengono minimamente toccati, così da mantenere un respiro stretto, un pò come è strutturato il libro di George R.R. Martin.

Siamo già arrivati a metà stagione e molte considerazioni si potrebbero fare, ma le risparmio per una puntata di Emilz Nerdz.

A Game of thrones 1×04 Cripples, Bastards and Broken Things

Ok, tutto il discorso del montaggio gradevole della terza puntata si va a benedire. Qui, già dal titolo intuiamo che ci saranno mille e mille cose spiegate a malapena, è tutto così approssimativo da risultare freddo. La storia scorre e sembra veramente soltanto transitoria, sarei tanto curioso di sapere cosa ne pensano le persone che non hanno letto il libro, perché secondo me è tutto confuso. Dai, in una puntata sola non si può seguire Daenerys, Jon, Bran, Arya, Ned, Sansa, Catelyn, Tyrion e chi più ne ha più ne metta. Lo spazio dedicato al rapporto tra Jon e Spettro se lo sono dimenticato, il meta-lupo compare mezza volta in questa puntata inaspettatamente. Il torneo è fintissimo. Insomma episodio noioso.

A Game of Thrones 1×03 Lord Snow

Rischio Spoiler. Allerta, rischio Spoiler!

Il cambio di regia in questo terzo episodio “Brian Kirk” prende il posto di “Timothy Van Patten” che aveva diretto le prime due puntate, si fa sentire e dei miglioramenti ci sono stati. Nel complesso l’episodio mi è sembrato più compatto, anche se si soffre parecchio quando ci sono dei passaggi troppo veloci tra i personaggi. E’ bello stare un pò più su di loro, anziché vedere tante scenette una dietro l’altra. Difatti l’inizio è incoraggiante. Invece di vedere soltanto una situazione di Ned, ne vediamo più di una, gli siamo addosso, percepiamo la sua sofferenza. Se in fase di montaggio avessero messo Ned-Arya-Tyrion-Bran-Ned-Tyrion-Jon-Daenerys come è successo spesso nelle prime due puntate, non ci sarebbe il tempo materiale di capire le emozioni dei protagonisti. E infatti le psicologie che emergono maggiormente sono quelle di Ned, Arya (resa molto bene dalla giovane attrice) e Tyrion (interpretazione fighissima). Jon e Daenerys non si possono vedere, sono orrendi, mono espressivi, non capisco come abbiano fatto a sceglierli. La cosa mi preoccupa perché sono due personaggi non dico importanti, di più. Bello il passaggio di Robert che sfotte i Lannister. La cosa più brutta finora? Viserys, è reso malissimo, ma con venti personaggi che entrano e escono diventa davvero difficile entrare in quella psicologia contorta e depravata, il rischio macchietta è molto alto.

Kong è morto

George R.R. Martin ha terminato A Dance with Dragons. Urrà!!

A Game of Thrones 1×02 The Kingsroad

ATTENZIONE SPOILER

Il folletto e Ned in quanto a recitazione sono i migliori. Buona la tensione drammatica generale. Espressività zero per Daenerys e Jon Snow, due dei personaggi più importanti dell’intera saga. Mah. Si corre troppo, la scelta di impegnare un’intera puntata su tutti i personaggi e gli accadimenti sta rischiando di far saltare l’appassionante rapporto tra i ragazzi e i loro meta-lupi, il poco approfondimento delle loro psicologie anche nei confronti degli avvenimenti. Nella prima e nella seconda puntata si gioca il finale sempre sul solito personaggio: Bran. Rapporto tra Viserys e Daenerys inesistente. Si parla troppo allo spettatore, quindi anche se i dialoghi spesso sono identici al romanzo, appaiono solo di presentazione di un luogo o di un evento o peggio di un nome del personaggio. Come dice mio fratello si sta rischiando di rendere la serie piatta e poco appassionante, quando le potenzialità ci sono tutte. Nel suo Blog George R.R. Martin dice che già dalla prima puntata l’HBO ha deciso di produrre la seconda stagione in altri dieci episodi, poi si corregge dicendo che non sa quanti ne verranno girati, lui spera in dodici, come dargli torto.

Comunque è inspiegabile perché non abbiano mantenuto una narrazione a PDV come nel libro (in Lost funzionava una meraviglia), in questo modo è molto più semplice approfondire qualsiasi cosa.