La tv non si chiama cinema

di emilz

Quando la tv sbarca sul grande schermo, non sempre il successo è assicurato. E’ capitato a Boris, sit-com brillante trasmessa su Sky. Nella serie c’era un pò di tutto. Dalla satira politica, i riferimenti si fanno più espliciti dalla seconda stagione,  alle tremende ingiustizie contro gli schiavi nei teatri televisivi. Emergeva uno spaccato di vita, seppur molto spesso grottesco, veritiero e efficace.

I numeri del botteghino (circa 900.000 €)  in queste due settimane di programmazione nelle sale cinematografiche di Boris il film, rendono palese quanto a volte sia sbagliato tentare il grande salto. Eppure, anche io nutrivo speranze positive per questo prodotto, ma alla fine ho desistito, perché il passaparola non è che sia stato così entusiasmante. E quindi forse sarà più facile recuperarlo in televisione, proprio quel mezzo che ha reso possibile uno dei prodotti più intelligenti nel panorama italiano.

n.b. Certo che il clima estivo non ha aiutato nessuno dei film usciti in questo periodo. Un dato che allarmerà ancora di più distributori e esercenti per le programmazioni dei prossimi mesi, con la slitta di quei film “garanzia” nei mesi autunnali.

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