Al supermercato come in altre parti d’Italia

di emilz

Che la vicenda Ruby sia una “normale” involuzione della poco onorevole entità chiamata Silvio Berlusconi c’era da immaginarselo, quello che più colpisce, è la mole di persone che si sente stimolata intorno al suo soldo e al suo potere. Non tanto le ragazzine, quanto le donne adulte, quelle sfigatelle, quelle che non hanno avuto l’opportunità di Ruby o di una Macrì. Si tratta di quelle donne che lavorano al supermercato, magari anche un pò bruttine, ma che se avessero avuto la stessa opportunità, pur di diventare ricche, si sarebbero abbassate al bunga bunga. E’ questa la società italiana, non tutta, probabile, ma una grande maggioranza, visto che per ben quindici anni, il cosiddetto onorevole è salito per tre volte al governo. Una di queste lavoratrici, chiama a raccolta una sua collega, con un sorrisino sulla bocca: “ma tu lo faresti per settemila euro?”, quell’altra: “mica una volta sola”. Se andiamo a setacciare un certo elettorato di destra (ma sono convinto anche della sinistra), pur di difendere l’operato del grande capo, si è disposti a mettere da parte la dignità. Sarà una diretta conseguenza che subentra a causa della crisi perenne, ma i risultati sono spiazzanti. Pur di fare il soldo facile molti si sentono costretti (ma non tanto) a dover indossare una maschera, in fin dei conti meglio una carriera nel mondo della politica e dello spettacolo, pur di marcire nei bassifondi della società. Già, la società. Dopotutto, è il meccanismo di crescita dei giovani, attaccati al soldo e alla materia, senza un’idea certa del proprio carattere, del prossimo, di un’idea sul possibile cambiamento a essere il tassello vincente di chi possiede potere e denaro.

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