Il sipario si chiude e si chiude e si chiude, inesorabile… sempre.

di emilz

2011. Anno nuovo, politica e vita di sempre, vecchia e decrepita. La responsabilità del mio insuccesso lavorativo, sociale e quant’altro ormai è da imputare solo a loro. Non vengo messo in condizione di creare un fico secco. Ahh, mi sento decisamente meglio, dovevo dirlo a qualcuno. Li mortacci vostra.

“Grazie” alla caduta con lo scooter ho terminato anzitempo di lavorare a Toy’s Center, un contratto di due mesi (fino al 31 dicembre) per spremerti bene, bene, proprio nel periodo natalizio, e poi darti un bel calcione nel culo, tanto si lavora così, è il sistema creato per incrementare occupazione proprio l’ultimo dell’anno e mostrare che la disoccupazione scende. Ma sarà davvero così? Vabbè, il pistolotto politico è meglio evitarlo, basta guardare cosa succede giorno per giorno per capire che siamo in mano (oltre ai politici) a una popolazione ottusa e menefreghista.

Quando si sta a casa, in qualche modo bisogna occupare un pò di tempo. Siccome sono un nerd, ultimamente sto provando un pò di giochi mmorpg, oltre all’ormai consolidato Lotro. Rift partirà a Marzo, ma ho avuto modo di provarlo con la beta qualche settimana fa e non mi ha proprio convinto del tutto, pur avendo delle caratteristiche di gestione delle skill (chiamate soul) intriganti e ben congegnate. L’altro gioco “Perpetuum” invece mi sta conquistando piano piano, un sandbox vecchio genere, simile a Eve, incentrato sulla costruzione di Robot con il conseguente PvP in campo aperto. Mmo vasto e articolato che pesa pochissimo a livello grafico (336 Mb) ma che risulta essere addirittura migliore di Rift,. Certo non è che sia così difficile battere un Theme Park per un sandbox, questo lo sto imparando da poco. Sia per il livello di craft (molti mi dicono che Eve per esempio richiede processi di ore per estrarre o portare il materiale da una stazione all’altra) che di complessità nel combattimento.

Ah, sono ritornato al cinema dopo un pò di mesi, ho visto Tron Legacy e Hereafter di Clint, diciamo che il primo e il secondo, seppur diversi in tutti gli aspetti, hanno una caratteristica in comune, già sai cosa ti aspetti, quindi è come se in un certo senso li hai già visti. Delusione per il Metropolis giapponese di Osamu Tezuka e il sopravvalutato The Hurt Locker, soprattutto per il secondo, spacciato per il film del 2009, ma dai contenuti fragili, soprattutto nella caratterizzazione dei militari. Ci sono film sulla guerra decisamente migliori.

Dopo questa accozzaglia di idee, passo e chiudo.

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