Game over

di emilz

L’esperienza a Londra e’ finita. Non dico che sia andata male, perche’ questo giro di giostra ritornera’ senz’altro utile in futuro, l’appuntamento con questa citta’ non e’ finito, certo mi ero prefissato tutto un altro tipo di finale. Debbo dire, guardando indietro, alla settimana scorsa, gli unici giorni in cui ho avuto tanta difficolta’ (anche psicologica), sono stati i primi tre, finche’ poi non ho affrontato la prima prova, sicuro di non perdere comunque niente, in caso negativo.

L’idea della citta’ adesso e’ molto chiara. e’ vero che offre tante opportunita’, ma e’ pur vero che c’e’ tanta “concorrenza” e quindi i requisiti di ogni singolo individuo devono essere alti, a partire dalla lingua. la mia difficolta’ e’ il linguaggio parlato, perche’ a livello di grammatica e di impostazione di una frase ci sono, a volte non capisco proprio quello che dicono, vuoi per una pronuncia spesso molto veloce, vuoi per uno slang marcato. Sono sicuro che questi problemi sono risolvibili con un buon esercizio e applicazione. D’ora in poi, lettura di libri in inglese, visione di film  con sottotitoli in inglese da togliere successivamente e un corso di qualche mese, da fare in Italia. Ci vuole costanza, come per gli allenamenti sportivi.

Stasera ho seguito la partita della nazionale in un pub, mi sono concesso l’unica birra in due settimane, una guinness nera, me l’aspettavo piu’ corposa, mi sembrava annacquata. Vabbe’, niente di eccezionale neanche la partita.

Il Tower Bridge merita, mentre il grattacielo a forma di supposta fa un po’ a cazzotti con alcuni edifici circostanti, Londra non e’ New York.

Domani partenza per Roma. See you soon London.

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