Oh my London!

di emilz

Ultimo giro di giostra, Domenica saluto tutti (gran parte dei parenti insomma),  mi faccio una nottata insonne a pensare al futuro e con un’ansia addosso mi dirigo verso l’aeroporto. Il primo viaggio Roma-Milano  e’ (nella tastiera inglese l’ e accentato non lo trovo) tranquillo a parte qualche turbolenza per via del maltempo. Il secondo per Londra, e’ ancora piu’ tranquillo. La citta’ e’ bellissima, mi piace molto, l’ostello invece fa veramente schifo, appena arrivo mi schiaffano in mano le lenzuola, avevo due bagagli e uno zaino, non sapevo dove metterli. Dopo averli posizionati in quel posto li’, raggiungo la stanza, c’e’ solo il letto (in tutto sono 8, faccio conoscenza di Angela un’australiana nata in Scozia). Termosifoni a palla, la notte che verra’ Emilz morira’ dal caldo. Passo di nuovo una notte senza dormire molto, ma non importa avrei dormito fino alle nove. Penso e ripenso a una possibilita’, cercare una nuova accomodation, quel pensiero mi tranquillizza e finalmente riesco a dormire. Alle 7 di questa mattina l’allarme anti incendio inizia a suonare. Ci dicono di lasciare il locale immediatamente, ma dell’incendio non c’e’ traccia,  trattasi di un’esercitazione (se non ho capito male viene ripetuta molto spesso). Dopo quindici minuti piu’ di 700 persone (riversate per strada) risalgono nelle proprie stanze. Durante i trenta minuti successivi faccio conoscenza del bagno, un obrobrio non vivente, inutile dire altro. In tutto l’ostello ci saranno quattro lavandini, di cui due muniti di specchio, utile per radersi. Non c’e’ niente su cui poggiare gli utensili per la barba, per appendere i vestiti, insomma ho pagato per non avere niente, soltanto un letto su cui dormire. Dal prezzo mi aspettavo tutt’altro.

L’ostello e’ popolato da molti italiani, anche qualcuno che ci lavora viene dallo stivale, la notizia negativa e’ che sono TUTTI in cerca di lavoro e occupazione, ma vabbe’ non e’ che ci sono solo io al mondo. Il giro a piedi fatto oggi e’ stato bello lungo. A parte il fatto che cercare una sim card e’ un’impresa, gli inglesi non sono poi cosi’ maniaci dei cellulari, ci sono pochi negozi che vendono queste cose (almeno nelle zone dove sono stato oggi),  le case e i parchi sono molto curati, ho fatto conoscenza anche con Phil, un piccolo scoiattolo. Non ha voluto la mia mela, pero’. Ho avuto tanto timore per Phil, perche’ un piccolo cane dispettoso (a una certa) se lo voleva mangiare, ma lui e’ stato furbo, prima e’ salito sull’albero e poi si e’ tuffato alle spalle del cane per dirigersi verso l’altro castagno. Il cagnolino non si e’ neanche accorto dello spostamento. Grande Phil! Le casette inglesi sono un’amore, ma hanno le finestre di 50 anni fa! Vecchie e decrepite, boh. Ho visto i campi di calcetto, hanno le porte basse e larghe, senza falli laterali – che figata. I palazzi storici di Londra sono come ce li fanno vedere, ma dal vivo sono piu’ belli, tie’! Domani si inizia a consegnare i curriculum. Speriamo di trovarlo presto, primo perche’ voglio fuggire da questo ostello e secondo perche’ se continua cosi’ non mi rimangono nemmeno le mutande, costa tutto un boato. Per fortuna ho un supermarket come punto di riferimento, faccio una spesa media per colazione, pranzo e cena di circa 10 pound al giorno. Compresa la mela e la banana. Ho preso anche i mandarini, hanno un sapore proprio British.

Vabbe’ vi saluto, perche’ la linea internet non e’ gratis come a casa vostra.

n.b. Ho scritto proprio di getto. Quando avro’ tempo sistemero’ la grammatica. No, perche’ ci tengo, sia chiaro.

Take care!

Emilz.

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