Il cielo sopra Berlino

di emilz

Wim Wenders ci regala un film espressionista, dallo stile sinuoso, verticale, dove la macchina da presa scruta le vite di una Berlino ancora divisa, specchi0 delle paure, delle incomprensioni di un periodo glaciale.

Due angeli, girovagano tra le pulsioni della gente, a volte cercando di aiutarli dalle preoccupazioni quotidiane, a volte tentando di frenare istinti rabbiosi. Siamo di fronte a un film che regge completamente la sua struttura sull’immaginario Berlino, soffermandosi soltanto dopo una bella mezz’ora abbondante sulla vita di una donna (una circense), afflitta, depressa, a volte coraggiosa per il futuro. Il suo angelo la osserva, se ne innamora, tanto da voler provare una vita materiale. Così accadrà.

Durante questa esecuzione filosofica, spirituale, epica, il quadro si sposta spesso sui ricordi passati, l’atroce guerra, la devastazione della città, della cultura tedesca. C’è molto in questo film, forse leggermente lungo (soprattutto nella parte iniziale), ma dal forte impatto visivo, nonché emozionale. Da non perdere assolutamente.

N.b. Bella la presenza degli attori, da Bruno Ganz a Peter Falk.

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