Girare uno spot

di emilz

I tre giorni a Firenze sono letteralmente volati via. Le riprese di una pubblicità sono stimolanti (forse più per la possibilità di sperimentare che per altro), anche se il tempo e la frenesia sono gli ingredienti principali, quindi stress, nervosismo e altri fattori (vedi l’inesperienza) potrebbero compromettere l’intera operazione, per fortuna “noi” abbiamo portato a casa il materiale (e non è poco).

Sul set si lavora molto (macchinisti, elettricisti, reparto fotografia) o si fa lo stretto necessario (video assist, segretaria di edizione) oppure nel caso organizzativo (lì il discorso diventa più sulla fatica psicologica) la produzione e la regia sono gli elementi più importanti dell’intero sistema. Insomma dipende dai ruoli, io per esempio, l’ultimo della piramide (backstagista) sono quello più tranquillo nella dinamica della lavorazione, sono indipendente, nessun fiato sul collo (la produzione però è sempre attenta a quello che fai – più che attenta “prende per il culo”, ma sono dettagli) a volte vengo chiamato in causa per dare una mano a bloccare un lato della strada (tra l’altro prendendo dei “vaffa” dai fiorentini) o a spingere il motorino dell’attore per agevolare la partenza. La scene più difficili sono quelle per strada, soprattutto nel centro, quando bisogna bloccare cinque strade (la polizia municipale, ben pagata, ci aiuta), le persone (molti non si fermano, altri si posizionano proprio davanti alla cinepresa, altri non capiscono una ceppa perchè stranieri, altri perchè rincoglioniti) per non parlare degli imprevisti causa forza maggiore (poca luce, cattivo tempo, e altre amenità che non posso raccontare).

Bella esperienza, faticosa, gratificante (a volte no), dove con un pizzico di attenzione e di scrupolosa osservazione si può imparare molto, dalla tecnica al lato umano, e forse è l’aspetto più interessante è proprio quest’ultimo.

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