La cassetta delirante di Lucio Fulci

di emilz

Martedì ho incotrato le due figlie di papà, m’aspettavo una situazione molto diversa, aristocratica, borghese, invece sono finito dentro una “roulotte hippie” insieme a tre carlini (che carini!). La postazione di lavoro era uno schifo (magari una spolveratina, visto che doveva arrivare uno sconosciuto), per non parlare della tastiera e del mouse, non ho mai visto tanta zella sopra degli oggetti di uso quotidiano (appunto). Il documentario non era male, mi sono piaciute le interviste agli afroamericani, ma m’è sembrata più una bozza che un film (parola grossa) completo. Il software (premiere pro) si bloccava ogni microsecondo, le riprese sono state fatte con una videocamerina hard disk, senza supporto dv (tra l’altro senza un’organizzazione delle riprese), insomma un delirio totale. Quel giorno non ho potuto fare nulla perchè mancavano alcune sequenze con Gemma (il padre), custodite gelosamente dalla montatrice precedente per tenere in scacco le due registe (quel giorno si era inventata che era stata ricoverata in ospedale – secondo me stava su una spiaggia caraibica). Fatto sta, sono passati tre giorni, ho perso completamente le tracce delle due figlie di papà, l’ultimo messaggio diceva: “non abbiamo ancora il video, ti richiamo domani pomeriggio, scusaci”. Sono passati due giorni e il delirio continua..

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