Perfect Blue di Satoshi Kon

di emilz

Mima è una “idol”, una ragazza di successo, alla quale viene data una nuova possibilità di lavoro, irrinunciabile, essere attrice in un famoso serial televisivo. Questa scelta però le costerà cara, ci sono legami esterni che la rendono intrappolata in due mondi “apparentemente” diversi, l’intreccio percettivo si mischia scatenando suggestioni e mosse pericolose.

Bellissimo film del maestro giapponese Satoshi Kon, da recuperare soprattutto perchè già indirizzato verso quelle storie che verranno subito dopo, “Millenium Actress” in primis, dove, appunto, la miscela realtà-irrealtà si mischia più volte, scatenando puzzle interiori spesso contorti. E’ un tipo di cinema chiuso nello sviscerare l’anima inquieta dei personaggi, consapevoli e forti delle proprie scelte, come nel caso di Mima, ma confusi da una realtà sfuggevole, manovrata, contaminata però da altre entità. E’ proprio questo nascondere (o mostrarle in maniera diversa?) le carte, tipico del cinema di Satoshi Kon, che conduce lo spettatore verso una percezione diversa dal film stesso, noi siamo con Mima, consapevoli del fatto dell’illusione provocata dal suo smarrimento della personalità. Ma è proprio la rincorsa verso la propria identità, la vera cartina tornasole.

Annunci