Lilith, il vessillo di Re morte

di emilz

La bambina perduta “Lyca”, continua il suo viaggio nel tempo, questa volta nel XVII e XVIII secolo, alle prese con la pirateria caraibica. Il Triacanto ha prosperato all’interno degli uomini per generazioni, silente, fermo, fino alla “Grande Germinazione”.

Lyca è un cronoagente, incaricata di scorrere nel tempo e uccidere gli uomini e le donne che custodiscono (senza saperlo) il Triacanto. Secondo numero della nuovissima (ha già un semestre sulle spalle) saga scritta e disegnata per la Bonelli da Luca Enoch. Un albo ricco di azione, ma anche di riflessi controversi che segneranno il destino (nero) della protagonista. Per ditruggere il Triacanto, ella, non dovrà, non potrà provare pietà, misericordia, nè con le donne, nè con gli uomini, perfino con i bambini.

Un sacrificio indispensabile per proteggere un futuro “segnato”. Il soggetto di fondo è senza dubbio unico, come lo sono le tavole disegnate che dipingono in maniera scrupolosa la cultura dell’epoca. Ancora una volta Luca Enoch sforna un piccolo gioiello, sia di trama che di forza evocativa veicolata attraverso le immagini. Ma quello che più sorprende è l’introspezione di Lyca (in verità lei non vuole essere più chiamata in quel modo, lei è Lilith l’assassina), il personaggio si sta avventurando verso la via del non ritorno, l’involuzione del carattere nel negativo, senza un’apparente morale ( gli è stato insegnato che il passato è comunque morto, le persone che lei uccide sono morte da secoli), la segneranno per sempre, i propri sentimenti congelati. Sta proprio qui la bellezza di questo fumetto, io mi immagino un cammino turbolento dentro la coscienza di Lilith, se non altro perchè prima o poi una ribellione o un’amore potrebbe far capolino. E allora sì, saranno dolori!

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